(Io e) il Mio Secondo incontro con i peli

By | 21 settembre 2017

Partiamo dal fatto che devi leggere il mio primo incontro prima di leggere questo per poter ridere di me seriamente.

… Ma Ricapitoliamo. Ero ferma in bagno sanguinante, con quella ferita da rasoio che diventerà poi una crosta impressionante.

Dopo le urla di mia mamma perché avevo dissobedito, nel tempo sono diventa abile e ho usato il rasoio come se non ci fosse un domani senza grossi errori o tagli di cui parlare.

Non ho più peli ma la pelle non è certo delle più lisce. Striscio il rasoio la sera e già la sera dopo se passo la mano sulla gamba come se volessi farmi una carezza mi sembra di passare la mano su una grattuggia….

 

“Mmmm deliciouse…”

 

I peli sono già rispuntati belli duri e se non ci ripasso il rasoio potrei provocare delle stigmati sulle mani del mio giovane Lui.

 

Si dice però che tutto il mal non vien per nuocere e quindi sta cosa dei peli è argomento quasi quotidiano con le amiche, finché lo ricordo come fosse oggi, l’amica di sempre Corinne mi dice con il suo sorriso coinvolgente:

 

Io mi faccio la ceretta da sola !!

 

Mi illumino, sbarro gli occhi perché non avevo mai preso in considerazione la cosa e mi faccio spiegare come sia possibile.

Semplice mi dice “Compro il necessario in Via Pusterla, strisce e rullo e quando ne ho bisogno lo accendo, la cera si scalda e il gioco è fatto.

Ci vuole un attimo.

Detto Fatto ! Ero alla soglia dei miei 20 anni quindi neo patentata con la mitica 205 Best Company, che mi accompagnerà in tutte le mie malefatte, da poco regalatami da mio padre, vado nel famigerato negozio di rivendita e sfondo il portafoglio in prodotti per la ceretta fai da te.

Di seguito acquistero’ :

 

° Fornelletto scalda rullo giallo ocra (lo ricordo ancora)

° Rulli di ogni genere, formato e tipo di cera

° Rotolo di striscia di tessuto.

 

Torno a casa e rientro come se fossi una ladra con il bottino nascosto nella borsa, ma lo sguardo di mia mamma non mi convince.

 

Avrà mica una vista a raggi X ??

Probabilmente mi ha già beccato

 

Soddisfatta troppo soddisfatta convinta di aver fatto l’affare del secolo aspetto due o tre giorni per far crescere il maledetto pelo fino al giovedi sera, alla televisione c’era ancora il mitico Mike Bongiorno, mi chiudo in camera e mi accingo al lavorone.

 

Inserisco la presa del fornelletto e la lucina spia si accende. Funziona.

Inserisco il rullo rosa; il rosa mi è sempre piaciuto e mi hanno detto che è una cera delicata per pelli sensibili come io ritengo sia la mia.

Sono impaziente dopo un attimo controllo ma nessun segno di vita il liquido è ancora solido, ma quanto ci mette (ho anche paura che mi scoprano).

Infiniti minuti dopo ecco che è pronta, ma c’è un problema mi sono fatta spiegare dove comprare le cose ma come procedere no. Accidenti.

E adesso come lo chiedo a Corinne come fare, se chiedo a mia mamma di telefonare mi scopre subito.

Ebbene si…. Siamo agli inizi degli anni 90 e devo chiedere a mia mamma di telefonare dal fisso, manco il cordless avevamo e i cellulari ancora non esistevano per tutti. Hai capito bene non avevo il cellulare, ora lo diamo per scontato, ma io ho passato la mia giovinezza tornando a casa chiedendo se avesse chiamato qualcuno per me e di solito la risposta spesso era…

Si ! Chi era? la mia domanda e la risposta “non lo so’ ha detto che richiama”.

Era follia vera non credete.

Ma torniamo alla mia ceretta casalinga…. Sono in panico e dopo aver osservato il fornelletto da tutte le angolazioni possibili, procedo in fondo che ci vuole,

LO FANNO TUTTE.

Zona fondamentale da colpire ed essenziale: l’inguine !! Partiamo da lì.

 

Scoprirò praticamente subito di aver scelto la zona più difficile da trattare e che non ero stata così intelligente da partire da una zona che fosse più facile da trattare tipo la mezza gamba sotto.

 

Mi sono procurata anche delle forbici e taglio qualche striscia di tessuto per strappare la cera. Rullo in mano mi sento pronta e la cera scende e la applico sulla pelle, un bel pezzettino, ci metto sopra la striscia appena tagliata e decisa tiro….

 

P***A P*****A CHE MALEEEEEEEEEEEEEEEEE !!!

 

Un dolore “i n d e s c r i v i b i l e”, mi manca il fiato e il primo pensiero è di smettere immediatamente la tortura. Guardo la pelle, rossa che più rossa di così si muore, residui di peli e cera, non avevo neanche rispettato il verso del pelo che ho capito ancora una volta dopo quanto era importante.

 

Sono coraggiosa e ci riprovo, un’altra passata di rullo, la cera calda si applica sulla pelle e ho già i brividi all’idea dello strappo, ma ce la posso fare e via di nuovo la striscia di tessuto sopra subito dopo, ci passo la mano più volte per farla aderire bene e comincio il conto alla rovescia.

 

1….. 2…… 3 …… ma non strappo….

Puoi immaginare che essendo la zona non troppo grande praticamente sono già scesa nell’incavo della gamba e in posizione da contorsionista prima di strappare chiudo gli occhi come una bambina, forse sentirò meno male….

Unoooooooooo…. Dueeeeeeeeeee……. e Treeeeeee

Tirooooooo !   Noooooooo

Un’infinità di mugugnii a denti stretti, la pelle qui è più morbida e praticamente non avendo fatto uno strappo deciso per la paura ho combinato un disastro con di nuovo un dolore all’ennesima potenza.

 

Striscia staccata a metà, la cera si stà raffreddando, morirò con la striscia attaccata perché non avrò mai il coraggio di toglierla tutta completamente.

 

Non c’è via di fuga da questa situazione in cui mi sono messa, è finita.

 

Insomma un disastro totale e ogni cosa che penso mi sembra assurda come soluzione, devo solo strappare quella maledetta striscia come si fa con i classici cerotti, un bel tiro deciso.

Non ce la faccio, non ne ho piu’ il coraggio e faccio la cosa peggiore che posso fare tiro piano piano procurandomi di nuovo un male mai provato prima lasciando grossi residui di quell’impasto rosa che si stà pietrificando sulla mia pelle, la mia povera martoriata pelle che in alcuni punti è diventata addirittura livida.

Tolta la striscia rimane solo da togliere la cera, mi trasferisco lesta in bagno, i miei per fortuna sono completamente dedicati al mitico Mike. Tento di lavarla e da totale inesperta mi accorgo che non viene via ed è sempre peggio adesso A P P I C C I C A anche.

Infilo gli slip e penso solo ad incontrare Corinne il giorno dopo per farmi spiegare come toglierla, deve andare via, non è possibile che non esista un modo per toglierla.

Cxxxo, immagina quante imprecazioni ho tirato.

Metto via tutta l’attrezzatura convinta che l’avrei buttata direttamente nei rifiuti il giorno dopo, non volevo più rivedere quella roba e in effetti non la userò mai più.

Sono tutta incollata, una situazione paradossale e ridicola e arrivare al mattino non è stato facile, ma almeno un colpo di fortuna, la Tiranna, mia mamma, esce presto e io posso telefonare al volo a Corinne.

Il telefono squilla, squilla, squilla.

Ti prego rispondi e finalmente il Pronto mai così tanto desiderato. Le racconto tutto e Lei ride, ride continua a ridere, si stà spudoratamente prendendo gioco di me e spiego le cose finché mi dice di usare olio d’oliva per togliere la cera.

 

Volo in cucina, rischiando di scaraventare il telefono a terra, apro l’antina, prendo l’olio d’oliva e immediatamente lo verso su ciò che rimane della zona di guerra…

 

OMMIODDIO CHE PIACERE!

 

Pelle pulita, certo non liscia, ma l’effetto setoso dell’olio è fantastico. Una magra consolazione dopo una estenuante battaglia di cui avrei fatto volentieri a meno! E visto che non potevo girare perennemente con la bottiglia riparatrice dell’olio d’oliva nella borsetta, da quella mattina ho preso una delle decisioni che ha cambiato per sempre la mia vita: andare da una professionista!

 

Nadia Pioselli
La specialista dell’Epilazione Esclusiva a Brescia

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